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La mostra, a cura di Alberto Fiz, ripercorre l'indagine di Enzo Cacciola dal 1970 a oggi attraverso 49 opere tra cui molti lavori monumentali.
Programma
Enzo Cacciola, tra i più rigorosi protagonisti della Pittura Analitica, ha sempre messo in discussione il fare pittura come gesto codificato.
Già nel 1974 aveva abbandonato i supporti tradizionali per sperimentare materiali anti-artistici utilizzati generalmente nell’ambito della produzione industriale e artigianale: una sfida costante alle regole dove la pittura mantiene il suo aspetto provocatorio opponendosi a ogni forma di convenzione o di accademismo.
Come ha scritto Alberto Fiz: «Enzo Cacciola sin dagli anni Settanta, ha indagato la componente processuale dell’arte. Coerente con le istanze proposte dalla pittura analitica, in questa mostra delinea un percorso da cui emerge la coerenza di una ricerca problematica che si sviluppa con autonomia da oltre cinquant'anni in un dialogo sempre vivo con la pittura, intesa come luogo di sperimentazione. Tele, telai, viti, bulloni, asbesto, cementi, resine, materiali industriali, si trasformano in mezzi di acuta provocazione dove la ricerca va di pari passo con le incertezze di una società in profondo mutamento».
La mostra, ospitata nello Spazio IsolaSET, sarà aperta al pubblico dal 5 al 23 febbraio 2026 dalle 10:00 alle 19:00.
Inaugurazione: mercoledì 4 febbraio ore 18:00.
L'artista
Enzo Cacciola è nato ad Arenzano il 12 dicembre 1945 e attualmente vive a Rocca Grimalda.
La prima mostra personale è del 1971 alla Galleria La Bertesca di Genova.
Fino al 1973-1974 la sua indagine si muove nell'ambito di una relazione tra superficie, supporto e colore, ma è attorno al 1974-1975 che si sviluppa la sua fase più nota, dei Cementi e asbesto e poi dei soli Cementi, in cui la materia, e soprattutto la processualità diventano centrali.
Con questi lavori partecipa alla mostra Analytische Malerei a Düsseldorf curata da Klaus Honnef e Catherine Millet nel giugno 1975 e nel 1977 viene invitato proprio da Honnef a Documenta 6 come esponente tra i più significativi della Pittura Analitica. Dopo Kassel, la linearità del suo percorso si interrompe e l'artista vive un lungo momento di riflessione sul proprio ruolo e sulle modalità della propria indagine che lo portano a sfiorare la figurazione agli inizi degli anni Ottanta. Successivamente, si situa il suo ritorno alla pittura di matrice concettuale nell'ambito di un'indagine che contempla anche attività nella sfera del sociale (è sindaco di Rocca Grimalda per un decennio, negli anni Novanta, incarico che di recente è tornato a ricoprire).
Dal 2000 riprende a realizzare opere basandosi sempre su materiali industriali - multigum, viti, bulloni - in cui l'analiticità del processo creativo si relaziona col risultato formale: sono dittici quasi monocromi affiancati e connessi tra loro. Nell'ultimo quadriennio poi Cacciola ha introdotto un'altra variabile: la tela di jeans che va a interagire con il multigum creando un ulteriore sviluppo del suo lavoro.
